Le competenze

Fin dal percorso formativo di base, il grafico dovrebbe conoscere, nelle forme più semplici, i nodi problematici della professione e praticare alcune tecniche espressive ed informatiche che facilitano poi la corretta procedura di progettazione.

I prerequisiti
Le conoscenze di base che riguardano la comunicazione visiva permettono di affrontare il design grafico con maggior sicurezza. In
particolare:

  • la struttura del campo visivo e la pratica del colore;
  • la lettura delle immagini artistiche e non;
  • il disegno per la progettazione;

Le conoscenze di tecniche informatiche riguardano:

  • i principi della videoscrittura per la composizione dei testi, come avvio allo studio dell’impaginazione;
  • le tecniche base del disegno vettoriale, del disegno bitmap, della fotografia.

Il disegno a mano libera
Paradossalmente si può saper guidare una automobile senza la patente, ma essa è la garanzia che si è acquisita una competenza di guida, a salvaguardia della propria come dell’altrui incolumità. Allo stesso modo si può fare design grafico senza saper disegnare, perché fare il grafico vuol dire essenzialmente progettare e mettere insieme parole e immagini al fine di ottenere una reazione dell’utente. Saper disegnare tuttavia aiuta l’espressione, come saper scrivere o parlare, tanto più in una professione che, oltre all’uso delle parole, si serve quotidianamente dell’immagine.
Inoltre disegnando si guardano e interpretano più in profondità le cose che ci stanno intorno: in sostanza, il disegno è uno strumento di analisi e conoscenza del mondo, come lo sono la scrittura o la fotografia.

Altre conoscenze e competenze
Il grafico, oltre a saper disegnare, conosce le tecniche di stampa, della produzione di immagini, foto e illustrazioni, della produzione di grafica interattiva per il web e gli altri media. Oggi nessun professionista può permettersi i tempi lenti di una progettazione che rinunci al computer, quindi è indispensabile saper gestire la macchina e i software specifici. Il grafico decide il software più adatto nelle varie occasioni, senza rigidità e senza farsi condizionare dai limiti e dagli automatismi che offre. Se non è al servizio di un progetto l’applicazione di espedienti tipici di un programma, come ad esempio i “filtri” di Photoshop, è sintomo di mancanza di idee o, non di perizia tecnica.
Infine, occorre un forte entusiasmo, sostenuto dalla voglia di rimettersi in discussione ogni giorno: i buoni lavori sono realizzati spendendo al novantanove per cento la traspirazione e all’un per cento l’ispirazione. Infine, un progetto tanto più è difendibile quanto più si riesce a spiegare ogni scelta progettuale. Da ultimo, per diventare buoni grafici, è importante l’apertura intellettuale, la curiosità per ogni espressione dell’uomo, artistica, visiva, ma anche letteraria e sociale, che si coltiva attraverso la consapevolezza di quello che ci accade intorno, nella conoscenza dei propri limiti e delle proprie capacità.
La curiosità e le motivazioni per la grafica quindi sono importanti: chi scopre di non avere interesse per questo particolare argomento può spendere bene il proprio tempo prendendo quante più cose può dallo studio del design grafico. Infatti se si impara a leggere e decodificare le immagini e i messaggi che vengono dal mondo dell’informazione e della pubblicità, ci si impadronisce di uno strumento importante per diventare cittadini più consapevoli e liberi. Risolvendo i problemi di grafica si apprende ad avere un metodo razionale per affrontare i problemi quotidiani in generale, un metodo che è spendibile in ogni attività umana. Se si impara a usare bene il computer per la grafica ,si acquisisce una buona padronanza dello strumento informatico: l’uso del computer costituisce una premessa importante per qualsiasi professione si voglia realmente intraprendere.